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Lourdes


Mensile dell'OFTAL

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Protagonisti

Il vescovo

Mons. Alceste Catella è nato il 5 maggio 1942 a Tavigliano (Biella).
E’ stato ordinato sacerdote dal vescovo Carlo Rossi, il 26 giugno 1966. Dopo alcuni anni di ministero parrocchiale, è stato inviato a Padova a perfezionare gli studi presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Santa Giustina, dove ha conseguito la licenza nel 1977. Successivamente presso l’Istituto Liturgico Sant'Anselmo, a
Roma, ha ottenuto la licenza in teologia e il dottorato in liturgia.
Tra i suoi incarichi :  
dal 1977 al 1978: insegnante di liturgia nel seminario di Biella e alla Facoltà teologica di San Simpliciano a Milano;
dal 1978 al 2001: docente presso l’Istituto di Liturgia Pastorale Santa Giustina a Padova di cui dal 1992 al 2000 è stato anche preside;
dal 1998 al 2002:
vicepresidente dell’associazione professori e cultori di liturgia;
dal 2000 al 2008: rettore del Santuario di Oropa;
dal 2002: presidente del Capitolo della Cattedrale e Vicario Generale della Diocesi di Biella;
dal 2003 prelato d'onore di Sua Santità.
Il 15 maggio 2008 è stato eletto 37º Vescovo di Casale Monferrato, succedendo a
monsignor Germano Zaccheo
.
Il 29 giugno 2008 è stato ordinato Vescovo nella Cattedrale biellese di Santo Stefano presieduta dal consacrante Cardinale Severino Poletto.
Ha fatto il solenne ingresso a Casale Monferrato il
7 settembre 2008 
presiedendo la celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Sant'Evasio.
Mons.Alceste Catella ha scelto come motto episcopale "Misericordias Domini Cantabo" tratto dal Salmo 89,2; nel
suo stemma episcopale lo scudo diviso in quattro parti raffigura: la rosa,
simbolo mariano che vuol ricordare i due Santuari mariani di Oropa
 e di Crea; il libro aperto è l’attività pastorale che annuncia la parola, che con il pane spezzato celebr
a l’eucaristia; infine
il galletto richiama le vicende storiche e religiose della diocesi casalese.
Il 25 maggio 2010 nel corso dei lavori dell'Assemblea Generale della Cei è stato nominato Presidente della Commissione Episcopale per la Liturgia,
entrando a far parte del Consiglio permanente.


Il Delegato Vescovile

E' don Igor Peruch, sacerdote originario di Alfiano Natta, nato il 20 marzo 1974, ordinato sacerdote il 5 giugno 1999, è stato parroco a Casale Popolo e dal settembre 2006 è parroco di Cocconato. Da ottobre 2013 è delegato vescovile Oftal; era stato in precedenza assistente di don Giuseppe Unia dal 2009.

L'assistente spirituale

E' don Simone Viancino, nato il 14 ottobre 1974, è stato ordinato sacerdote il 12 settembre 2009, è parroco di Bozzole e di Mirabello. Assistente dall'ottobre 2013.

Il Delegato Vescovile emerito

E' don Giuseppe Unia, sacerdote originario di Occimiano (10 gennaio 1932), per 18 anni delegato vescovile tra il 1996 e il 2013. Nominato da Mons. Alceste Catella delegato emerito nell'ottobre 2013.


Il Capomedico

E' il dottor Adriano Figarolo, medico casalese, traumatologo e ortopedico nato il 20 agosto 1941. E' anche medico dello sport. E' stato dirigente medico del Casale Calcio negli anni '70 e '80 e più recentemente medico dirigente della Junior Libertas Basket Casale, società che ha militato recentemente anche nel massimo campionato nazionale. E' capomedico Oftal da oltre un decennio.

Il Consiglio diocesano

Presidente : Alberto Busto

Vicepresidente ; Mauro Ganora

Consiglieri eletti : Enzo Defancisci, Paolo Gallione, Marika Nebbiolo, Simona Sartori

Consiglieri di nomina vescovile : Maurizio Brovero, Antonio Maturo, Luisangela Monti

Dame e Barellieri

Dame e Barellieri: con questi appellativi vengono chiamati i volontari che prestano servizio nell’OFTAL. Non occorrono requisiti particolari per decidere di intraprendere quest’esperienza di vita, occorrono infatti soltanto il sorriso e disponibilità di cuore. Durante un pellegrinaggio a Lourdes è garantita la presenza di personale medico-infermieristico preposto agli interventi più delicato e complessi. Ai volontari è domandato di compiere un’assistenza agli ammalati, disabili e pellegrini a partire dalle funzioni primarie (lavarsi, vestirsi, mangiare). Anche se spesso la necessità di compagnia e di ascolto sono i veri bisogni delle persone che ci stanno intorno.
Le dame si presentano con la loro caratteristica divisa composta da velo blu e camice bianco.
Gli uomini vengono identificati con il termine barelliere in quanto sino a poco tempo fa all’interno del Santuario indossavano delle “bretelle” che nel passato erano utilizzate per trasportare gli ammalati barellati.


Medici e Infermieri

“Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò”.

In preparazione dell’anno giubilare per i 150 anni dalle Apparizioni della Vergine a Bernadette il Santuario di Lourdes ha voluto approfondire questo richiamo evangelico.
Non a caso i medici e il personale infermieristico in genere si sono sempre sentiti provocati da questo invito. Perché? Lourdes  sin dagli inizi della sua storia richiama malati, nel fisico e nell’anima, e i medici hanno un  ruolo particolare.
Sono loro infatti che accertano e definiscono se la guarigione è inspiegabile per la scienza. In questo luogo unico che è Lourdes le loro certezze scientifiche si scontrano di fronte al prodigio e alla Misericordia divina.,
In ogni Pellegrinaggio vi è una nutrita presenza di medici e infermieri. A loro sono affidate le cure più particolari e urgenti da rivolgersi a favore dei malati.
La loro presenza all’interno dell’Associazione è un continuo cammino di approfondimento e studio, una “provocazione” da portare all’interno della loro vita professionale.


Giovani

Chi sono i ragazzi che appartengono all’OFTAL? Cosa occorre di “speciale” per partecipare a quest’esperienza?
Si riportano qui sotto ampi stralci di un articolo uscito sulla rivista “TRACCE” nel mese di novembre 2005 che illustra il cammino dei ragazzi (dai 17 anni in su) che decidono di “mettersi in gioco” partendo come volontari -dame e barellieri- alla volta di Lourdes
“Il “miracolo” di Lourdes è nello sguardo che diventa luce, nel sorriso che diventa luce, una luce che non si spegne e vive nell’anima, nel cuore, nella mente”. Con questo sms Elena al termine del Pellegrinaggio a Lourdes come dama dell’O.F.T.A.L. (Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes) ha voluto sintetizzare la Sua esperienza.
Lourdes è questo: incontro, condivisione, amicizia, emozioni, sguardi e quelli che più colgono questo aspetto sono i tanti, tantissimi giovani (la maggior parte dei quali tra i 17 e i 20 anni) che decidono di partire come dame e barellieri.
Scrive Barbara, 18 anni: “Non passa giorno in cui io non pensi ai malati ed ai loro sorrisi, alla particolare e suggestiva atmosfera di Lourdes che mi ha trasformato profondamente….CREDIMI” e come Barbara anche Serena, 17 anni: “…vorrei marcare soprattutto come quest’esperienza, per me e per altri ragazzi che già ci conoscevamo, ha costituito la possibilità di instaurare un rapporto diverso, un clima di armonia che pur essendo stato molto più forte a Lourdes è rimasto anche adesso”
Ma come sono, di quale speciale pasta sono fatti i ragazzi che decidono di “mettersi in gioco” affrontando la “sfida” di un Pellegrinaggio a Lourdes come volontari? Sono come Giacomo, 18 anni: ” .Dopo essere tornato a casa, ho capito quanto la frase sia maledettamente vera. Mi sono reso conto che se non ci fosse stata Lei non sarei sopravvissuto al primo giorno. Senza il suo appoggio sarei collassato con le tre ore e mezza che dormivo ogni notte. Senza la Sua potenza non avrei sopportato il peso di una volture carica in salita. Se non ci fosse stata Lei a sorreggermi non avrei avuto il coraggio di sorridere serenamente a un ragazzo gravemente disabile”
Molti decidono di partire dopo aver ricevuto un invito che si rivela poi una Chiamata: i genitori, gli amici, il prete dell’oratorio oppure attraverso una testimonianza ricevuta a scuola; è infatti questa una modalità che da tempo i giovani di’OFTAL usano per incontrare i loro coetanei.
Da questi incontri inseriti all’interno dell’ora di religione (o in altri spazi) nasce la curiosità, l’interesse per una realtà che è “totalmente altra”
Nell’ultimo Pellegrinaggio di settembre (2005 ndr) della Sezione di Milano di OFTAL (guidato dal Cardinale Dionigi Tettamanzi) erano presenti più di 110 ragazzi tra i 17 e i 30 anni che hanno deciso di offrire una settimana del loro tempo a servizio dei malati (molto importante: ogni volontario, anche i ragazzi, si pagano il viaggio), la maggior parte dei quali provenienti da alcune scuole cattoliche visitate dai giovani OFTAL: Salesiani di Via Tonale, Leone XIII Suore Martelline, Istituto Montini; etc e a questo numero bisogna aggiungere i 50 ragazzi che sono ritornati a Lourdes per la seconda volta.

Una buona parte di questi ragazzi non ha un forte cammino di fede alle spalle: partendo dal servizio, dalla puntualità, dal rispetto e dall’amore per i malati (aspetti fondamentali della proposta loro rivolta da OFTAL) essi scoprono l’Altro.
Ed ecco che dal tempo passato alla Grotta di notte nell’osservare la statua di Aquerò, quella Là, dal passare sotto di Lei toccando, sfiorando la Roccia, dal bere l’acqua della fonte dai rosari e dai momenti di preghiera condivisi con gli amici essi scoprono di non essere soli, scoprono una compagnia che vive e condivide con loro
Ecco quindi realizzarsi la verità di Lourdes quale “clinica dell’anima”: questi ragazzi ne hanno tanto bisogno!
Per essi, non abituati a pregare, lo strumento che permette di capire che vi è altro oltre la vuota vita che vivono nelle loro case sono i malati. E’ la serenità, il sorriso, la gioia di vivere che trovano in loro l’arma dirompente che fa abbattere le loro fragili “certezze”.
Luca, 19 anni, raccontava in un momento delle scuole (momenti di condivisione che OFTAL decide di offrire durante il Pellegrinaggio al personale alla prima e seconda esperienza) come l’esperienza per lui devastante era stata la consegna, proprio a lui, da parte di un malato del suo libretto di preghiere:”è vero ci legava un inizio di amicizia, ma perché proprio a me e non ai miei amici che in quel momento mi circondavano, perché a me che non prego?” Ed ecco, da qui, l’inizio delle domande che scavano l’uomo sin dentro nel profondo.
Come Stefano, 18 anni, toccato dal regalo di una malata che aveva costruito per lui nella stanza dell’Accueil che la ospitava a Lourdes un rosario: a Lui, che mai lo aveva recitato? Ed ecco quindi che d’istinto egli ha sentito di dover pregare per Lei.

Sono questi i veri, tanti Miracoli di Lourdes e forse i più recettivi in questo sono proprio i ragazzi che vedono nella proposta del Pellegrinaggio un momento per riflettere sul loro essere, sulla loro vita, per trovare realtà sino ad allora poco affrontate come la sofferenza e la malattia e scoprire di essere utili ed indispensabili in quanto inseriti in un Grande Disegno di amore e carità.

Ecco quindi l’impegno da parte dei giovani OFTAL nel cercare di coinvolgere sempre più tanti loro coetanei: per fare in modo di far loro scoprire come anche nel sacrificio e nella fatica del servizio si ha modo di trovare gioia e la possibilità di creare amicizie profonde.
E’ questo uno dei punti di continuo richiamo per tutti gli appartenenti all’OFTAL.


Sacerdoti

Nell’OFTAL riveste un ruolo importante la presenza del Sacerdote. La sua funzione è principalmente di Assistente Spirituale: promuove, guida e segue tutto ciò che costituisce l’aspetto spirituale, liturgico e catechetico durante il Pellegrinaggio. Ma la sua funzione non termina con il Pellegrinaggio, ma segue la formazione spirituale, durante l’anno, del Personale volontario di ogni singola comunità. Avendo però l’Associazione, nella sua configurazione diocesana, il Vescovo, quale vertice della Sezione Diocesana, un Sacerdote è indicato dal Vescovo come suo Delegato per sostituirlo, con un riferimento diretto con lui, nel presenziare e garantire la fedeltà della Sezione ai dettati della Statuto e al carattere “Ecclesiale” della Associazione stessa. Ogni anno viene realizzato per gli Assistenti Spirituali un libretto guida per le Celebrazioni nel Pellegrinaggio, questo libretto è distribuito a tutti i Sacerdoti del Pellegrinaggio e si può scaricare in formato pdf direttamente dall’ area download.


Malati


L'oftal continua l'ispirazione del fondatore con l'assistenza spirituale e morale degli ammalati specialmente i poveri, in modo particolare mediante i pellegrinaggi.
Si propone un'esperienza di fede, di amicizia, di preghiera.
Mettendosi al servizio dei sofferenti e condividendo con loro angoscie e speranze, l'oftal si propone di alleviare la sofferenza.
Il nostro cammino vuol essere un esperienza di comunione.